Il Bosforo
E’ uno stretto che forma parte del confine naturale tra Europa e Asia assieme a quello dei Dardanelli e’ uno dei punti strategici della Turchia.
Questo braccio di mare e’ il passaggio meno ampio al mondo utilizzato per la navigazione internazionale, collega il Mar Nero con il Mar di Marmara che a sua volta comunica con il Mar Egeo attraverso lo stretto dei Dardanelli.
I limiti del Bosforo sono definiti come la linea che unisce Rumeli Feneri e Anadolu Feneri al nord e la linea che unisce Ahirkapi Feneri e Kadikoy Incirburnu Feneri a sud.
Ha una lunghezza di 31 km ( 17 miglia nautiche) e largo 3,329 m (1.798 miglia nautiche) .
La profondita’ delle acque varia tra 36 metri e 124 metri con una media di 65 metri.
Il punto piu’ profondo si trova tra Kandilli e Bebek con circa 110 metri , quello meno profondo di 18 metri localizzato a Aşiyan con circa 13 metri.
L’importanza strategica del Bosforo e’ assai elevata e sin dall’antichita’ ha suscitatao non poco interesse.
Dopo il primo conflitto mondiale con il Trattato di Sevres nel 1920 il Bosforo fu dichiarato zona non militarizzata sotto il controllo della Societa’ delle Nazioni.
Con l’emendamento nel 1923 del Trattatto di Losanna lo stretto ritorna sotto il controllo turco consentendo il passaggio a navi di guerra straniere e il libero passaggio a quelle commerciali. La Turchia ha contestato i termini di questo trattato nel periodo tra le due guerre e successivamente formalizzato con la Convenzione di Montreux sul regolamento degli Stretti Turchi nel 1936 che considera il Bosforo un corridoio di commercio internazionale che in tempo di pace garantisce il libero passaggio ad imbarcazioni commerciali e da diporto battenti qualsiasi bandiera, ma la Turchia ha il potere di negare il passaggio di navi non appartenenti a paesi che si affacciano sul Mar Nero, di militarizzare la zona degli stretti e di esercitarne il pieno controllo, cosi’ come per il passaggio di navi militari.
Durante la Seonda Guerra Mondiale la Turchia rimane un paese neutrale per gran parte del conflitto e quindi tenne gli stretti chiusi fino al 1945
Oggi e’ una importante via commerciale soprattutto per il petrolio dalla regione del Mar Nero verso occidente.
E’ al momento attraversato da due ponti :
- Il ponte sul Bosforo di 1074 metri costruito nel 1973
- Il ponte Mehmet Fatih Sultan di 1090 metri costruito nel 1988 che forma parte dell’autostrada che collega l’Europa con il continente Asiatico
Al momento e’ in costruzione un tunnel sotto lo stretto chiamato Marmaray il cui completamento e’ previsto per il 2012.
Il commercio.Antichi mercanti e la financial city del XXI secolo
Vi sarete resi conto già in questi giorni di come la città sia molto impegnata nel commercio attraverso l’itinerario di oggi avremo modo di vedere questo volto che poi è il cuore pulsante della città.
La visita del Mercato delle Spezie e del Gran Bazar ci consente di vedere due zone piuttosto importanti dove nell’antichità avevano luogo già le attività commerciali e sempre utilizzando la nostra immaginazione , visto che non abbandoniamo mai la nostra teoria della città invisibile, dobbiamo ricostruire un tipo di commercio un po’ diverso da quello dell’ odierno Gran Bazar .
Oggi è una delle più grandi attrazioni turistiche di Istanbul con ben oltre 4000 mila negozi vi si vende dal tappeto ai gioielli, ritrovo di falsi firmati e finti oggetti d’arte e una miriade di prodotti di pseudo artigianato non appartenenti nemmeno alla Turchia. Un tempo, il Bazar è stato un serio mercato e centro commerciale.
Il mercato delle Spezie ci offre nelle sue strade adiacenti ancora una certa autenticità in quanto utilizzato dai residenti per acquisti di generi alimentari, prodotti di artigianato ed utensili per la casa , abbiamo i calderai ed i ramai , e perfino coloro i quali vengono le sanguisughe . Ha subito con molta probabilità un riadattamento alle esigenze moderne.
Un immagine seppur diversa ma completamente veritiera ci verrà offerta dal centro commerciale Kanyon dove completeremo la nostra giornata di visite.
È il simbolo ‘della modernità’ di cui Istanbul è oggi protagonista indiscussa. Essere moderno significa spesso chiudere con il proprio passato, oscurarne i ricordi e tuffarsi in questa corsa al ‘nuovo’ non solo per volere dimenticare ma anche per voler redimersi dall’immagine di paese meno sviluppato. Modernità significa ripudiare la propria storia in taluni casi.
Cerchiamo di percorrere brevemente cosa accadeva a Costantinopoli molti secoli secoli fa.
Già fondata come colonia commerciale l’insediamento della prima Bisanzio si avvia a un destino quasi naturale di centro economico e commerciale dell’antichità. Con il declino economico di altri centri come la Siria e Alessandria,Costantinopoli diviene oltre che ad al centro del potere imperiale e religioso anche un’indiscussa capitale economica .
Anche in epoca ottomana questa vocazione ai commerci non si interrompe è tutt’ora visibile.
A Costantinopoli giungevano merci e mercanti soprattutto via mare provenienti dal Mar Nero e dall’Estremo Oriente e dal VII secolo in poi anche dall’area mediterranea. Arrivavano invece a Crisopoli –l’odierna Uskudar – le merci provenienti dall’Asia Minore. Quelle provenienti dai Balcani settentrionali giungevano direttamente in città a livello delle mura nell’attuale Sulukulekapi o come allora chiamata Porta di Charisios.
Per quanto concerne i luoghi di fondamentale importanza del commercio dobbiamo necessariamente fare menzione degli approdi lungo il Corno d’Oro e nello specifico la zona compresa tra la punta del Serraglio e l’odierno ponte di Galata dove le fonti storiche menzionano due porti.
Sul lato del mar di Marmara è stata invece accertata la presenza di altri porti con annessi magazzini per le merci e agenzie commerciali . Un primo porto costruito dall’imperatore Giuliano nel IV secolo è oggi identificato nella zona di Kumkapi e a ovest l’imperatore Teodosio sul finire del IV secolo fece costruire un altro porto per accogliere le ‘granaglie provenienti dall’Egitto’.
L’area di Yenikapi è stata oggetto negli ultimi anni di uno scavo archeologico d’emergenza in quanto il porto di Teodosio con ben 34 navi sono venute alla luce durante la costruzione di una nuova linea della metropolitana e del nodo di scambio omonimo. Sono state rinvenute navi recanti cariche di merci ed oggetti . Avremo modo di avere u’idea di questo porto durante la visita al museo Archeologico dove è stata dedicata una piccola ma illuminante sezione .
Secondo alcuni storici ‘in linea di massima dalla tarda antichità fino all’epoca ottomana e in parte fino ai nostri giorni , la posizione delle più importanti zone di commercio e affari è rimasta immutata essendo basata sulle vie di rifornimento che dai porti conducono alla città’.
Ma cosa si vendeva a Costantinopoli? Le fonti ci dicono che esistevano nel V secolo vi erano 19 forni ed un grandissimo numero di rivenditori di pane. E nei macella non veniva venduta solo carne ma anche altri prodotti alimentari. Il pesce era venduto in gran quantità nei mercati in prossimi ai porti ( ancora oggi possiamo osservare la stessa cosa). Le stoffe e le merci di lusso e vetri pregiati nella parte settentrionale della Mese , la strada dove oggi a Sultanhamet passa il tram per intenderci.. E come nell’uso di tutte le città antiche e medievali ogni zona aveva un suo particolare tipo di commercio quest’uso ,aggiungo è rimasto pressoché invariato fino ai nostri giorni. Sia le aree e le norme di commercio, erano ben regolate e controllate dall’Eparca – un amministratore con funzioni molto simili a quello che nell’antica Roma è definito come il Prefetto dell’Urbe. È, infatti, dal Libro dell’Eparca che provengono dettagliate informazioni sul tipo e sui luoghi commerciali .
E cosa si vende oggi a Istanbul? In pratica tutto!
Una metropoli come questa si commercia veramente tutto, la città è il cuore della finanza della Turchia, qui hanno sede tra le più importanti società e banche , assicurazioni turche. Il settore tessile uno dei maggiori commerci del paese, le zone limitrofe sono oggi popolate da fabbriche e dalle abitazioni della popolazione che in massa si riversa qui dalle provincie ancora dedite all’agricoltura per cercare occupazione migliore.
E Kanyon ,assieme agli altri centri commerciali, per concludere si sostituiscono al Gran Bazar come del resto i numerosi e sempre più grandi centri commerciali rappresentano non solo la corsa verso la modernità ma quella di una società avviata definitivamente all’ideologia consumista ed all’obbligo di spesa come affermazione di un raggiunto stato sociale.
Genti e Religioni di Istanbul
Se è vero che la maggioranza della popolazione turca odierna è musulmana sunnita bisogna anche dire che vi siano soprattutto ad Istanbul diverse altre comunità religiose , la cui presenza non ci risulta essere dell’ultima ora.
È superfluo dire che Costantinopoli capitale dell’Impero Romano d’Oriente dove il Cristianesimo trova sia qui sia nel resto della regione un territorio fertile per propagarsi basti ricordare San Paolo e le prime comunità cristiane tra cui quella famosa di Efeso.
La storia ci tramanda le testimonianze dei primi concili ecumenici a Nicea ( odierna Iznik a circa 130 km sud est di Istanbul) il primo nel 325 dove venne discussa l’arianesimo ( dottrina con cui veniva sostenuta la diversità tra Gesù e il Padre) e l’unicità di Dio, il Credo niceno .
Sempre a Nicea nel 787 è rifiutata la rappresentazione iconografica del soggetto religioso , la Chiesa Ortodossa d’Oriente seguirà l’iconoclastia per ben più di un secolo. Costantinopoli stessa è meta di pellegrini che qui arrivano da ogni parte per venerare la numerose reliquie. Nella capitale sono frequenti le celebrazioni e le processioni religiose che si svolgono secondo precisi itinerari e rituali.
A Fatih da dove inizierà la visita verrete a contatto con la parte più conservatrice della città. Qui di colpo sembra essere entrati in un altro mondo.
Il quartiere è per la grande maggioranza abitato da immigrati provenienti dal sud est dell’Anatolia. Oltre che a portare questo fervente spirito religioso, arricchiscono la città con le loro tradizioni etniche e le saporite specialità gastronomiche.
A Fener, lo storico quartiere greco , di fatto oggi visiterete la Chiesa di San Giorgio sede del Patriarcato Greco Ortodosso dove sono custodite le urne di alabastro con le reliquie di San Giovani Crisostomo e San Gregorio il teologo restituite nel 2004 dalla chiesa di Roma al patriarca Bartolomeo I.
A testimonianza che la storia e la gente vive in questi luoghi ed anche da diversi secoli.
Balat è stato per lungo tempo un quartiere ebraico anch’esso testimonianza di una convivenza tra genti di diverse confessioni religiose. Nella storia recente gli ebrei lasciarono questa zona dopo il forte terremoto del 1894 spostandosi parte verso il quartiere di Galata e poi durante gli anni ’60 nel quartiere di Sisli.
Essi erano già presenti in città sin dai tempi dell’imperatore Costantino.
La comunità ebraica ebbe il suo fiorire in città durante il fenomeno migratorio che interessò tutta l’area del Mediterraneo dal XIII secolo in poi.
Camminare per questi tre quartieri apre la strada verso nuove sensazioni attraversare la città tra lo stupore di una visibile architettura la cui indiscussa bellezza sembra aver visto giorni migliori e la ‘moderna povertà’ .
I quartieri entro il nucleo più antico della città per lungo tempo testimoni di una intensa vita e convivenza di genti di diverse fedi religiose oggi sembra votata al degrado inarrestabile.
Le numerose bellezze che sopravvivono al loro interno sono conservate da scrigni che ormai si deteriorano e anch’esse stesse non sono per nulla valorizzate dall’amministrazione della città che dall’industria del turismo tenendole lontane agli occhi dei visitatori. Per offrire quell’immagine di città confezionata tra i suoi ‘monumenti’!
Passando a Pera e Galata che definiamo come la parte della città riservata agli stranieri per lo più in veste di pellegrini e di mercanti. In tutti i tempi soggetti al controllo delle massime autorità di sicurezza.
In questa zona si annoverano mercanti di Amalfi e di Genova e poi i Veneziani con obbligo di residenza in tale area si trovano così chiese in cui ecclesiastici occidentali celebravano la messa in rito latino. In epoca tardo bizantina l’immigrazione occidentale continuò ad aumentare e si estese anche ai Francesi e gli Spagnoli conferendo così alla zona di Pera-Galata quel meraviglioso aspetto urbanistico – architettonico molto diverso da quello della città situata nella penisola della vecchia Costantinopoli.
Alla fine di una giornata di lunga passeggiate uno sguardo dalla torre di Galata e ripensiamo quanto grande e quanto diversa sia la nostra Istanbul.
Ed un'altra ragione per una bella passeggiata a Istanbul!
Istanbul ieri e oggi
Istanbul ieri e oggi. La città attraverso i suoi monumenti invisibili . Ripercorrere la lunga storia dell’odierna Istanbul è cosa del tutto non semplice ne determiniamo ai fini della nostra “avventura” tre periodi fondamentali :
- Costantinopoli , Bisanzio e il medioevo
- La città Ottomana
- Istanbul la repubblica di Turchia ed oggi
Bisognerà lavorare con tanta immaginazione per ricostruire la città bizantina di Costantinopoli. Ed ecco che i monumenti invisibili assumono nel nostro caso un duplice significato, il primo che ci sono tante cose di cui possiamo parlare ma che non saremo in grado di vedere né di visitare il Grande Palazzo, Augusteion ,palazzo di Lauso ,Foro di Costantino, Foro di Teodosio, Foro di Arcadio e tante altre presenze tutte documentate ma di cui oggi, grazie al lavoro di alcuni studiosi bizantinisti, si conosce più o meno l’esatta ubicazione e si hanno anche accurate descrizioni motivo di ciò si faccia riferimento al ‘Sugli edifici ‘ di Procopio di Cesarea periodo anteriore alla metà del VI secolo. Possiamo affermare con certezza che la città con Costantino diviene un centro amministrativo di primaria importanza e dal 476 d.C. con il crollo di Roma è l’unica città in grado di amministrare e dare la giusta immagine a quello che sarà l’Impero Romano d’Oriente. Circondata dal mare, occupa una posizione definita senza dubbio strategica sotto tutti i punti di vista . L’insediamento urbano costantinopolitano diviene in pochi anni il centro di potere imperiale ,artistico – culturale e commerciale più rilevante di tutta la regione. Come molte città del suo tempo si trovano a essere continuamente minacciata da presenze di popolazioni limitrofe che fanno una costante pressione per la sua conquista in definitiva Bisanzio resisterà circa mille anni. Si va dalle minacce delle popolazioni barbariche provenienti da nord dalla Tracia a quelle via mare e dalla sponda asiatica nei secoli persiani, arabi ed infine tribù di turchi selgiuchidi e poi ottomani che nel 1453 la espugneranno. La città è continuamente impegnata nella costruzione di imponenti mura che vanno dal Mar di Marmara al Corno d’Oro e che circondano l’intera penisola: il nucleo principale e più antico è quello che oggi e nei giorni seguenti avremo modo di vedere e di concentrare molte delle nostre visite. I monumenti come Santa Sofia, l’Ippodromo, Obelisco di Teodosio, Yerabatan Sarnic , Moschea Blu e Palazzo Topkapi sono come molti altri situati in quest’area. La cosiddetta penisola storica oggi è assieme una varia testimonianza dei secoli trascorsi , la zona cosiddetta del ‘serraglio’ ove è ubicato il Palazzo Topkapi rappresenta il punto più alto nell’area di pochi metri abbiamo la più alta concentrazione di monumenti . Molti di questi appunto visibili hanno obliterato gli altri , il livello pavimentale odierno ha una differenza di livello che va dai 3 ai 5 metri ben visibile quando sosterete davanti l’Obelisco di Teodosio situato nell’Ippodromo. A cambiare il volto e a determinare la scomparsa delle importanti testimonianze concorrono diversi fattori alcuni già in atto durante l’epoca bizantina quali gli incendi o terremoti dopo i quali per mancanza di denaro le chiese o altri edifici non erano ricostruiti . Inoltre la successiva conquista ottomana del 1453 comincia a plasmare un centro ben diverso da quello precedente. La città dei Turchi emerge dalla Bisanzio stanca e decadente di un ‘impero’ ormai in declino . La rigorosa trasformazione degli elementi religiosi – l’Islam proibisce la rappresentazioni di immagini sacre – e perciò si cominciano a coprire i mosaici e le pitture che avevano adornato i più importanti centri religiosi a cominciare dalla conversione in moschea della Santa Sofia e la copertura delle preziose rappresentazioni musive del suo interno. Seguono la trasformazione in moschee di tutte le chiese, centri monastici e di culto bizantino. Oggi ciò che resta reca il segno visibile di tale passaggio. Non di meno a contribuire alla invisibilità dei luoghi , malgrado la documentata presenza e ricchezza del patrimonio storico, artistico – culturale una voluta programmazione turistica che punta solo su alcuni momenti della storia ritenuti importanti a rispetto ad altri. La visita al Museo dei Mosaici, Ippodromo,Obelisco di Teodosio,Yerabatan Cisterna, parte del Museo Archeologico e del parco archeologico di Kucukyali sul lato asiatico vogliono oltre che stimolare la vostra immaginazione anche a far uscire dalla invisibilità una città che esiste e che può essere vista.
Una Turchia come non l’avete mai vista!
Tra breve scoprirete la bellezza della Turchia assieme ad un nuovo modo di viaggiare. Viaggiareinturchia rappresenta una novità nel panorama dell’offerta turistica locale proponendovi di sperimentare le bellezze di un paese non solo attraverso quei percorsi classici ma anche sperimentando nuove forme di turismo, nuove itinerari che vi porteranno a scoprire l’anima della Turchia. Le bellezze di Istanbul attraverso i suoi ‘monumenti invisibili’, i percorsi artistico culturali e religiosi sperimentando il contatto con la gente del luogo e con la loro storia e la loro vita presente. Il mare ed il sole visti dalla costa turca avranno un altro gusto e sapore . La nostra promessa è quella di farvi innamorare di questo paese ed anche se non dovreste ritornarvi un’altra volta che rimanga una delle esperienze di viaggio più significative della vostra vita. Viaggiareinturchia vi proporrà soggiorni ad Istanbul e Cappadocia, Crociere in caicco e vacanze al mare, itinerari enogastronomici, percorsi archeologici e culturali in svariate regioni della Turchia non tralasciando alcun dettaglio , selezionando per voi il meglio che si possa offrire in un paese pieno di sorprese . Lasciando al caso solo la voglia di sperimentare in prima persona una nuova destinazione . Una Turchia come non l’avete mai vista!




